“La saggezza è lasciar crescere ciò che nasce,
gustare ciò che è maturo
e lasciar perdere ciò che è morto.”
[Keshavjee S.]

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Enrico Maria Secci

Freud e la normalità. Ovvero: la capacità di farsi amare [FERMACARTE 1]


Posto che, proprio grazie al lavoro di Sigmund Freud, l’umanità ha dovuto cominciare a sopportare l’idea che la normalità non esiste, ma esistono tante soggettive potenziali “normalità” quante sono gli esseri umani, una famosa frase del padre della psicoanalisi, recita:

“La normalità è la capacità di lavorare e di amare”.

Non ho mai capito sino in fondo se Freud si riferisse alla normalità intesa come “assenza di malattia o intesa come “condizione di benessere” esistenziale. Però penso che questa definizione sia, oltre che utile, intensamente poetica e suggestiva. Molti pazienti che affrontano una psicoterapia lo fanno proprio perché considerano ridotta, o gravemente compromessa, proprio la capacità di amare. Alcuni “amano troppo”, la maggior parte di loro “troppo poco”. Sono le due metà di una stessa mela.
Negli anni mi sono accorto che nel disagio psicologico si attenuano non solo la capacità di lavorare o di amare, ma anche la capacità di lasciarsi amare. Ho lavorato con moltissime persone che non si accorgevano che il proprio problema principale, ciò che ne turbava la “normalità”, era proprio un’indisponiblità, spesso inconsapevole, ad accettare che altri le amassero. Per loro la vita era un inferno di angoscia e di depressione. Non si accorgevano di avere talmente bisogno di controllare l’altro e il mondo, da ignorare e persino respingere come cuori di gomma chi dava loro affetto, attenzioni, amore.

Luca (nome di fantasia), per esempio, lavorava con grande efficacia nell’azienda di famglia, e amava moltissimo la sua fidanzata Chiara. Secondo Freud, dunque, Luca era normale.
Normalissimo: prima che iniziasse la psicoterapia, era alla terza automobile schiantata contro un palo per guida in stato di ebbrezza. Quando abbiamo scoperto che gli mancava la capacità di essere amato, di lasciarsi guidare, di tollerare che gli altri, Chiara compresa, gli dessero amore indipendentemente dal fatto che lui fosse bravo ad amarli o a far loro regali, Luca ne è stato quasi sconvolto. Doveva lasciare il volante agli altri, quello sì che sarebbe stato un viaggio sicuro ed emozionante…

Ecco dunque un upgrade della definizione freudiana di  “normalità”, sperando che gli psicoanalisti non me ne vogliano:

“La normalità è la capacità di lavorare, di amare e di lasciarsi amare”.  

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I sintomi dell’ansia e degli attacchi di panico [INFO 2]

L’ansia e gli attacchi di panico sono probabilmente i problemi psicologi più diffusi e in ascesa costate, soprattutto tra i i giovani. Riconoscere con accuratezza i primi sintomi può essere di primaria importanza per evitare che, nel tempo, si strutturi una patologia. Infatti, richiedere protamente una consulenza nelle prime fasi di sviluppo del problema può accelerare enormemente il processo terapeutico.

I Sintomi Principali
Ansia e preoccupazione eccessive, che si manifestano quasi ogni giorno per almeno 2 mesi
La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione. Tendenza al ritiro sociale, oppure a chiedere aiuto a familiare e amici, sino a delegare anche piccole attività quotidiane.

L’ansia e la preoccupazione sono associate con 3 o più tra i seguenti sintomi:

1. irrequietezza, o sensazione di tensione;
2. facile affaticabilità;
3. irritabilità;
4. tensione muscolare;
5. alterazione del sonno;

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